Una raccolta poetica intensa e lirica, in cui Bruno Mohorovich affida alla parola il compito di custodire amore, attesa e memoria. I versi, come frammenti consegnati al tempo, attraversano il silenzio, la notte e la natura, trasformando l’assenza in canto. L’amore, desiderato e spesso sospeso, diventa il centro emotivo di una poesia raffinata e musicale. Ogni testo è un messaggio in bottiglia, lanciato verso il lettore con eleganza e profondità. Un libro da assaporare lentamente, dove la poesia si fa rifugio e risonanza interiore.






Elisabetta Fioritti –
Ho chiuso il libro, ero ancora immersa in una nuvola di bellezza. Ho letto piano, gustandomi i versi, l’atmosfera onirica, eterea. Il ritmo ora lento, ora incalzante, il paesaggio vivo, come fosse dipinto. Il mare, le onde come abbracci, le pennellate di cielo, le “disperse stelle”, “l’appannata luna”.
Poi lei, la musa mai nominata eppure presente in ogni verso. Quel tu sottinteso e palpitante, quasi un soggetto duale, che contiene il poeta. Lei immaginata, sognata, invocata. Forse è l’Amore stesso che dà voce a queste liriche. Lievi come carezze, ma permeate di suggestioni, di echi, di sogni. Versi immaginifici, pieni. È poesia, musica, pittura, tutto insieme. Una raccolta per incantarsi, appoggiati “alla ringhiera dell’orizzonte”, tagliando fuori quel vortice rumoroso che a volte è la vita.
… Ci sei tu, per fortuna, /
sorgente delle mie frasi/fiume di musica che riversa/lucenti e sgargianti abiti di parole…
… Non è tempo. /Effimero è il grido che levi, /s’annulla la voce /nella nascosta malinconia/ del vivere il volto di lei.
Da leggere, meditare, rileggere.
Complimenti, Bruno Mohorovich! 🌹