“Stasera / in una villa per signori / senza signori / vorrei l’ovattata modestia rivivere / la cucina dei miei avi…”.
Così, sin dai primi versi, Marina Palazzetti inizia a vivere i suoi esilii che raccontano storie, altri che esplorano sentimenti, che scavano nei luoghi più profondi dell’anima, riportando alla luce frammenti di esistenze sospese, di emozioni sedimentate nel tempo, di parole non dette che tornano a vibrare sulla pagina. (dalla prefazione di Bruno Mohorovich)






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